Humanum fuit errare (Cadere nell’errore è stato proprio dell’uomo)
Sant’Agostino d’Ipponia, Sermone 164, 14

Il Valore della Correzione degli Errori nell’Istruzione Elementare, tra le Intuizioni di Maria Montessori e Nuove Prospettive Neuroscientifiche
La scuola elementare rappresenta un momento cruciale nella vita di un bambino, in cui vengono sviluppate competenze fondamentali; non solo in matematica, ortografia e comprensione della lettura, ma anche nella costruzione della propria identità, intelligenza emotiva e bussola morale. La correzione degli errori è uno degli aspetti più importanti del processo di apprendimento, che prende un posto di particolare rilevanza nell’educazione infantile perché in grado di plasmare l’autostima dell’individuo.
L’apprendimento è definito come un processo mentale di base neurofisiologica, che in termini pratici cambia lo stato fisiologico ed addirittura anatomico del cervello. Il modo in cui gli errori vengono affrontati influisce notevolmente sulla crescita cognitiva e sullo sviluppo emotivo del bambino. I metodi utilizzati per correggere gli errori in aula, e il modo in cui gli errori vengono affrontati in famiglia, influenzano l’autostima, la motivazione e la traiettoria di apprendimento a lungo termine. Poiché, come si è detto, l’apprendimento e la motivazione sono processi mentali e quindi biologici, è essenziale correggere gli errori in modo tale da avere conseguenze benefiche durature per l’intero organismo.
A volte, ci troviamo ad affrontare dinamiche in un sistema scolastico e contesto sociale che privilegia il raggiungimento di un obiettivo, a scapito del benessere generale e dell’autostima dei nostri piccoli studenti. È possibile trovare un equilibrio tra i due mondi?
Per avere gli elementi necessari per rispondere a questa domanda, esploriamo il valore della correzione degli errori nella costruzione del carattere e dell’identità di un bambino, integrando le intuizioni della pedagogia di Maria Montessori e le ricerche neuroscientifiche moderne.
La Pedagogia di Montessori ed il processo di Error Correction
Maria Montessori ha rivoluzionato l’educazione prescolare con la sua filosofia che enfatizza un apprendimento autodiretto e il rispetto per lo sviluppo naturale del bambino.
Il metodo Montessori utilizza la correzione degli errori come un’opportunità per l’auto-scoperta e la crescita, liberando l’errore dalla sua accezione più negativa, ovvero di un’esperienza carica di vergogna. Montessori aveva notato che i bambini imparassero meglio quando liberi [seppur in un ambito di esercitazioni strettamente strutturate] di esplorare e commettere errori. Un concetto centrale nella sua filosofia è che i bambini dovrebbero essere incoraggiati a correggere i propri errori piuttosto che avere gli errori semplicemente indicati dall’insegnante.
Infatti, nel metodo Montessori gli errori vengono corretti tramite l’uso di materiali auto-correttivi, progettati per consentire ai bambini di riconoscere e correggere i propri errori in modo indipendente. Ad esempio, un bambino che lavora con un set di cubi numerici può vedere facilmente la differenza tra il numero corretto di cubi ed un numero errato. Questo approccio pratico favorisce una comprensione profonda di concetti già alti, poiché i bambini interagiscono con il materiale che rappresenta una realtà tangibile, e così acquisiscono un senso di padronanza reale quando correggono i propri errori. La Montessori insegna a non imporre correzioni, ma di guidare il bambino alla scoperta della risposta giusta attraverso l’esempio, l’esplorazione e la riflessione.

Queste intuizioni che Montessori aveva avuto sono confermate da uno studio neuroscientifico in cui viene studiata l’attivazione cerebrale in bambini Svizzeri provenienti da scuole di approccio pedagogico diverso- uno Montessoriano, l’altro tradizionale. Mentre i bambini proveniente dalla scuola tradizionale mostravano di utilizzare di più la memoria, i pattern di attivazione cerebrale dei bambini provenienti dalla scuola Montessoriana dipingono un quadro diverso; un processo mentale più propenso a sperimentare, e quindi più “flessibile” nel gestire l’errore.
Siccome l’autostima non è altro che la capacità di un essere umano di potersi vedere come essere capace e competente, nonostante gli errori commessi, si deduce perché, dal punto di vista umano, un approccio Montessoriano possa portare enormi benefici sia all’individuo che alla società in generale.
Come tradurre questi dati in termini pratici? Nel creare strumenti di correzione dell’errore che stimolino gli studenti prima a cercare, poi individuare ed infine auto correggersi. Per esempio, nel correggere gli errori ortografici, l’insegnante potrebbe leggere il testo prodotto dal bambino, e poi creare a mano o al computer una lista di parole scritte con ortografia corretta- successivamente, una volta presentata la lista allo studente, questi viene indirizzato a cercare e poi correggere le parole errate nel proprio testo, comparandole con le parole corrette nella lista.
Una volta sviluppata più indipendenza, l’insegnante potrebbe semplicemente inserire un segno sopra la parola incorretta e chiedere al bambino di procedere all’autocorrezione.
Un altro esempio nell’insegnamento di alcune materie scientifiche potrebbe essere il “pre or post-teach”, in cui gli studenti devono mettere insieme delle tessere preparate dall’insegnante in cui vengono elencati alcuni termini difficili e le loro definizioni. Come sopra, una volta guadagnata una certa autonomia, agli studenti può anche essere richiesto di scrivere loro stessi le definizioni. Così facendo, gli studenti vengono esposti a concetti difficili già a una tenera età, aiutandoli ad acquisire familiarità con nozioni astratte- ed espandendo il loro vocabolario.
L’approccio di Montessori alla correzione degli errori sottolinea un valore educativo fondamentale che ci richiede un mental shift: l’errore non è un fallimento, ma un passaggio essenziale nel processo di apprendimento. Quando l’insegnante o il genitore puntano sull’autonomia e sul rispetto della capacità del bambino di autocorreggersi, in questi sboccia un senso di fiducia e indipendenza. La conseguenza più lampante nell’ambiente educativo è una classe, o uno studente, che vedono le sfide come opportunità di crescita piuttosto che come ostacoli di cui aver paura- la cosiddetta Growth Mindset, come definita dalla psicologa Carol Deck.
Lezioni Neuroscientifiche sulla Correzione degli Errori: la Compassione Aiuta l’Apprendimento, la Durezza lo Danneggia
Le ricerche neuroscientifiche supportano l’approccio Montessoriano alla correzione dell’errore come opportunità di presa di coscienza e responsabilità. Gli studi sul cervello hanno mostrato che il commettere errori, e successivamente correggerli, svolge un ruolo fondamentale nel rafforzare le connessioni neurali che sostengono il processo apprendimento. Il cervello infantile attiva le aree responsabili del controllo cognitivo e del processo decisionale, un processo definito come “negatività legata all’errore” (ERN) ritenuto cruciale per affinare le capacità cognitive (Gehring, Coles, & Donchin, 1995).
La correzione degli errori coinvolge la corteccia prefrontale, l’area del cervello associata alle Executive Function. Questa zona cerebrale, un pò come se fosse il manager dell’azienda, governa il pensiero di alto livello, l’attenzione, l’inibizione di comportamenti indesiderati e la risoluzione dei problemi. È quindi coinvolta nella valutazione degli errori, nell’adattamento strategico e nell’apprendimento dalla correzione (Ullsperger, Bylsma, & Botvinick, 2005). Ricevere un feedback dopo un errore attiva i circuiti neurali che promuovono l’apprendimento e la consolidazione della memoria. Pertanto, quando i bambini vengono incoraggiati nel correggere i propri errori, piuttosto che essere presentati una lista di errori già corretti, sono più propensi a rafforzare le connessioni neurali associate alla problem-solving ed al pensiero critico.
Un altro elemento molto importante sul modus operandi della correzione empatica dell’errore ci viene offerto dalla neuroscienziata spagnola Narazeth Castellanos. La Dr.ssa Castellanos ci racconta che i bambini che vengono corretti con amorevolezza reclutano 6 volte più risorse neurali dell’apprendimento, che i bambini che vengono corretti con un approccio più ferreo e/o punitivo. Questo avviene perché quando gli errori sono visti come opportunità di crescita piuttosto che come fallimenti, il cervello dei bambini rilascia dopamina, un neurotrasmettitore associato alla motivazione e al piacere dell’apprendimento (Schultz, 2007). Quindi correggere l’errore non è più un momento di vergogna, quanto una ricompensa!
Così facendo, la pratica della correzione contribuisce anche alla resilienza emotiva e alla motivazione, non solo allo sviluppo cognitivo. In questo stato, al bambino è permesso sviluppare una sana autostima, ovvero di crescere come un adulto che può accettare la propria imperfezione come essere umano, e che può adoperarsi per migliorare il proprio stato.
L’Impatto della Correzione degli Errori sui Risultati dell’Apprendimento
Una correzione efficace può portare a risultati migliori in molte materie. In matematica, ad esempio, le ricerche mostrano che il processo di identificazione e correzione degli errori aiuta gli studenti a comprendere i concetti più profondamente, ed a immagazzinare le informazioni memorizzate più a lungo. Uno studio di Rohrer e Pashler (2010) ha trovato che gli studenti che avevano l’opportunità di correggere i propri errori avevano risultati migliori nei test rispetto a quelli che semplicemente ricevevano le risposte corrette. Questo conferma il concetto di “difficoltà desiderabili”, secondo cui affrontare compiti impegnativi, compreso l’errore, porta a un apprendimento più duraturo.
Nella lettura e nella scrittura, la correzione degli errori favorisce problem-solving e pensiero critico. Secondo Hattie e Timperley (2007), il feedback sugli errori aiuta gli studenti a sviluppare competenze di autogestione ed a diventare più autonomi nel loro apprendimento e nella gestione dell’errore. Così facendo imparano ad applicare strategie in modo indipendente, migliorano il loro successo accademico a lungo termine.
Conclusione
L’error-correction è uno strumento necessario nel processo educativo elementare, quando i bambini stanno sviluppando competenze cognitive ed emotive molto importanti. La pedagogia Montessoriana aveva a suo tempo intuito l’importanza di permettere ai bambini di autocorreggersi in un ambiente di supporto e senza giudizio, promuovendone l’autonomia, l’autostima e l’amore per l’apprendimento. Le ricerche neuroscientifiche degli ultimi decenni rafforzano l’idea che l’error-correction svolto in maniera empatica rafforzi l’apprendimento a livello neurale tramite l’attivazione di processi neurofisiologici che reclutano aree e processi coinvolti con la motivazione e la perseveranza.
Riconoscendo il valore degli errori e abbracciando la correzione degli errori come aspetto centrale dell’apprendimento, educatori e genitori possono creare un ambiente che sostiene e promuove la crescita, la resilienza ed il successo accademico a lungo termine dei bambini.
Alcune Referenze
1. Gehring, W. J., Coles, M. G., & Donchin, E. (1995). A brain potential indicator of error detection. Nature, 377(6544), 439-441.
2. Hattie, J., & Timperley, H. (2007). The power of feedback. Review of Educational Research, 77(1), 81-112.
3. Rohrer, D., & Pashler, H. (2010). Recent research on learning and its implications for teaching. Educational Psychology Review, 22(4), 375-384.
4. Schultz, W. (2007). Behavioral dopamine signals. Trends in Neurosciences, 30(5), 203-210.5. Ullsperger, M., Bylsma, L. M., & Botvinick, M. M. (2005). The conflict adaptation effect: It’s not just priming. Cognitive, Affective, & Behavioral Neuroscience, 5(4), 467-472.